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Tempo addietro un amico scriveva che la storia è importante.
Non solo la grande storia, ma anche quella della piccola gente, quella
che in apparenza conta poco, ma in realtà, nelle intenzioni e nei
propositi, non è molto lontana da chi poi viene celebrato dalla memoria
dei posteri.
Non è mai cosa semplice parlare di chi non c'è più, senza correre
il rischio di cadere nella facile retorica e quindi farsi prendere
da un senso di esagerata esaltazione.
Ma quando si parla di un amico come Rodolfo, il cui ricordo è tuttora
vivo e la presenza così dominante, allora tutto viene naturale e spontaneo.
Ci si chiede .... Bello e strano che sia tuttora additato come
modello di paragone, lui che non era esempio di comunicabilità con
il suo muoversi talora impacciato e timido ed i suoi grandi silenzi.
In effetti vent'anni non si cancellano con un colpo di spugna
né si chiudono in un ripostiglio in mezzo alle cose vecchie ed ormai
inutili.
Alla sua coinvolgente, devastante, inguaribile passione resterà legata
tanta parte della storia del motociclismo sportivo friulano, che a
lui deve moltissimo.
Noi soprattutto, gli amici e i compagni di una vita, che abbiamo avuto
il piacere e l'onore di averlo avuto amico e presidente così a lungo
e, adesso ce ne accorgiamo, per così breve tempo e di cui conserveremo
immutati stima ed affetto.
A lui, il mitico Bofo, sempre in prima linea incurante dei problemi
e delle difficoltà, alla sua esuberante frenesia, al suo inesauribile
dinamismo, ai suoi mille progetti, al suo ottimismo, questo sito
è dedicato.
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